Scommesse sportive in calo per la causa di lockdown

31.08.2020

La chiusura forzata durante la pandemia ha messo in ginocchio moltissime industrie italiane. Tra queste, ovviamente, non può mancare quella delle scommesse. Essa, dal mese di marzo ha subito un'evidente flessione causata dalla sospensione di tutti i maggiori campionati sportivi, prima italiani ed, in seguito, europei. Per tre mesi il calcio e il basket (due tra i più popolari sport per le scommesse sportive) si sono fermati e, con loro, tutti gli altri maggiori sport.


Nel mese di giugno, lentamente, alcuni campionati sono ripartiti e, con loro, sono state possibili nuovamente le scommesse. Da quanto emerso dai dati ufficiali riportati però, la ripresa dei principali campionati europei non è stata in grado di far rialzare completamente il settore del betting.

Infatti, come conseguenza diretta della crisi dovuta al coronavirus, la spesa nei punti fisici di scommesse sportive, virtuali ed ippiche è crollata del 44,5%. Si tratta di un tracollo mai visto, dovuto interamente alla situazione emergenziale creatasi. Il fatturato del primo semestre del 2020, se comparato a quello del 2019, segna un evidente segno meno, con il totale scommesso che è rapidamente passato da 620 milioni di euro tra gennaio e giugno 2019 a 344 milioni di euro nel medesimo periodo di quest'anno.

Il crollo maggiore è stato registrato nelle scommesse sportive che, complice l'assenza di campionati e la chiusura fisica dei betting point, ha visto una flessione del 41,1% passando da 427 a 252 milioni di euro. In termini percentuali, un crollo ancora maggiore si è verificato nel settore dell'ippica, crollato del 61,7% e passato da 14,4 milioni a 8,4 milioni. Le scommesse virtuali, allo stesso modo, sono crollate del 49,3% con una perdita di più di 65 milioni di euro.

Dopo la ripartenza dei campionati ci si attendeva un maggiore afflusso di scommesse che, rispetto allo scorso anno, hanno registrato un calo del 10,8% passando da 82,5 milioni di euro a 73,5 milioni del 2019. Il calo però riguarda esclusivamente le scommesse fisiche poiché quelle online, sicuramente spinte dall'impossibilità di recarsi sul posto, sono aumentate del 47,4% come dimostrato dalla spesa degli italiani nello stesso periodo. Difatti, la popolazione italiana ha aumentato di 20,1 milioni di euro la spesa nel giugno 2020, passando dai 42,5 del 2019 ai 62,6 odierni. La spesa in loco è stata di soli 10,9 milioni di euro.

Malgrado la flessione delle scommesse, l'intero settore (comprensivo di giochi online e scommesse) ha perso solo il 3,2% della spesa totale, passata da 1,49 miliardi del primo semestre 2019 a 1,44 miliardi del primo semestre 2020. Ciò si è reso possibile grazie all'andamento positivo del gioco online che è cresciuto del 26%, passando da 876,6 milioni di euro del primo semestre 2019 a 1,1 miliardi dello stesso periodo 2020.

Ovviamente, la spesa non proviene esclusivamente dalle scommesse online ma, anzi, è composta principalmente dai casinò online e dal poker, in netta crescita rispetto all'anno precedente (+37% il primo e + 52,2% il secondo). Anche il bingo è cresciuto con una spesa aumentata del 57,5% e passata a 28,3 milioni. In ultima analisi, la migliore performance è stata registrata dalle scommesse virtuali, che sono passate dai 13,2 milioni di spesa del primo semestre 2019 ai 33,5 milioni dell'analogo semestre 2020 (+152,7%).